UN FRANCOBOLLO PERFORATO ITALO-INGLESE
IN ANTICIPO DI UN DECENNIO SUI VERI PERFIN

 

Come è noto ai cultori di perfin italiani, nel nostro paese si poterono utilizzare francobolli perforati con le iniziali dei soggetti interessati a tale accorgimento cautelativo non prima del 1882, quando le Poste autorizzarono il loro impiego.

Tuttavia, il bisogno di cautelarsi contro i piccoli furti o gli usi non autorizzati di francobolli aziendali era già sentito da diverse imprese medio-grandi, a partire dall’indomani dell’introduzione dei francobolli come mezzo per pagare in anticipo il porto delle lettere, avvenuta in Gran Bretagna nel 1840, e successivamente in tutti i Paesi del mondo.

Infatti, le aziende non potevano fare a meno di tenere delle scorte di francobolli per far fronte alle necessità quotidiane di affrancatura della corrispondenza, e succedeva spesso che qualche dipendente infedele sottraesse dei francobolli per uso personale o addirittura per venderli.

Le norme postali imponevano che i francobolli dovessero essere utilizzati nell’identico stato in cui erano ceduti dall’amministrazione, pertanto nessuno avrebbe potuto toccarli, e tantomeno perforarli. Tuttavia, nei luoghi dove accadeva che persino i francobolli incollati sulle buste venissero rimossi e recuperati a proprio vantaggio anche da impiegati disonesti delle Poste, alcune ditte furono localmente autorizzate ad imprimere un timbro aziendale (che fungeva da annullo privato) ai francobolli applicati sulle lettere, prima che le stesse fossero imbucate nelle cassette postali.

Dopo il 1882, quando da noi l’uso di francobolli perforati fu possibile, inizialmente pochi soggetti si avvalsero della facoltà di utilizzare francobolli personalizzati mediante la perforazione delle iniziali o dei monogrammi aziendali. Però, a cavallo del Novecento ci fu una corsa a dotarsi di perforatori in grado di eseguire una o più perforazioni contemporaneamente, e il fenomeno ebbe il suo massimo sviluppo negli anni Venti e Trenta del Novecento.

Come abbiamo visto, non dovrebbero esistere francobolli italiani perforati prima del 1882, tuttavia si possono incontrare rare eccezioni dovute a ragioni che potremmo definire accidentali, come è accaduto nel caso dalla piccola busta che mostriamo.

Come si vede dal nitido annullo, la missiva è partita da Roma il 25.6.1873 diretta a Edimburgo in Inghilterra (o meglio Scozia) alla Royal Bank of Scotland, affrancata con un 60c. De La Rue tiratura di Torino.

Quasi sicuramente in arrivo il francobollo è stato perforato assieme alla busta (e probabilmente al documento contenuto all'epoca all'interno), con una grossa stella contenente una R, che a nostro parere significa "Registered". infatti, dall'indirizzo si arguisce che doveva contenere documenti contabili.

In sostanza non si tratta di un perfin in anticipo di una decina d'anni rispetto a quando in Italia il loro uso è stato autorizzato, ma ciò non toglie che si sia di fronte a un documento assai interessante. Infatti, potrebbe accadere che si ritrovi questa R con annessa parte di stella su francobollo staccato, e ne sorgerebbe un problema di catalogazione difficilmente risolvibile, mentre invece, se qualche cosa del genere venisse fuori, sapremmo di cosa si tratta.

Un documento del genere non starebbe male nella pagina di presentazione di una collezione di perfin italiani, per dimostrare che in certi casi possono essere stati perforati accidentalmente francobolli italiani assai prima del 1882.